Regali di Natale? 7 idee per passarlo con serenità

Natale è alle porte, ma questa non è una guida regali per i più ritardatari, bensì dei suggerimenti per donare dei regali molto speciali e non materiali, come suggerisce lo scrittore Oren Arnold in una sua frase.

  1. Il perdono al tuo nemico;
  2. La tolleranza a un tuo avversario;
  3. Il tuo cuore ad un amico;
  4. Il servizio a un tuo cliente;
  5. Il buon esempio ai bambini;
  6. La beneficenza;
  7. Il rispetto verso te stesso.

Sono dei regali faticosi, ma sicuramente gratis, che possono essere accompagnati da un dono simbolico o da un biglietto.

Noi di Clickfarma cogliamo l’occasione per augurarvi un Buon Natale e ricordarvi che la nostra farmacia continuerà ad essere operativa 24 su 24.

Animali in sovrappeso: i rischi se mangiano troppo

Negli Stati Uniti, il 54% degli animali domestici è sovrappeso, ma i padroni non se ne rendono conto. È il risultato di una grande indagine nazionale condotta dalla Association for Pet Obesity Prevention (Apop), secondo la quale il 53 per cento dei cani e il 55 per cento dei gatti sono classificati come soprappeso o obesi dai loro veterinari. In totale 88,4 milioni di animali domestici troppo grassi. Ma secondo Ernie Ward, il fondatore dell’Apop, «il 22% dei padroni di cani e il 15% dei gatti grassi ritiene che il peso dei loro animali sia assolutamente normale». Tanto che se oggi è classificato come obeso il 24.9% dei gatti e il 21.4% dei cani, un anno fa le percentuali erano rispettivamente del 21.6 e del 20.6 .

La notizia di per sé sembra buffa. Ma se proviamo ad andare oltre le semplici apparenze, la possiamo considerare come l’ennesima conferma di come nel mondo Occidentale l’epidemia di obesità – e ora stiamo parlando di quella che colpisce gli esseri umani – dilaghi sempre di più. Lo stesso Ward, del resto, ha commentato:  «In molti casi il problema degli animali domestici è correlato all’obesità dei loro padroni».

Ci si permetta il paragone: lo stesso fenomeno, cioè la mancanza di riconoscimento dell’esistenza di un problema serio di salute, si verifica  tra i genitori italiani di bambini con troppi chili in più. Il bimbo cicciotello spesso viene visto dalla mamma come “molto  grande per la sua età”, straordinariamente “mangione” e dotato di un positivo e sano “buon appetito che lo fa crescere a vista d’occhio”. Risultato: i piccoli italiani sono i più grassi d’Europa, e patologie metaboliche da “mezza e terza età”, come ipertensione e diabete, colpiscono sempre più spesso nella prima infanzia.

E in effetti, anche Ward sottolinea: «I risultati sono una spia importante anche per quanto riguarda l’obesità infantile. Quando visito un animale domestico sovrappeso, vedo anche un bambino a rischio obesità perché significa che in quella casa nessuno fa movimento, nemmeno per portar fuori il cane. Il bambino sta tutto il giorno fermo a giocare con la playstation e il cane seduto sul tappeto. Ed entrambi si nutrono di schifezze».

Ovviamente il consiglio che vale per gli umani – mangiare meno, muoversi di più – vale anche per cani e gatti. Per altro, anche i cibi per animali oggi sono molto più ricchi di calorie di quanto fossero in passato, e i padroni tendono a rimpinzare i quattrozampe più di un tempo.

Il problema è che ai cuccioli, d’uomo o d’animale che siano, i chili in più fanno male, anzi malissimo. Cani e gatti sovrappeso soffrono di osteoartrite, diabete di tipo 2, ipertensione, problemi respiratori, malattie renali. E di una ridotta aspettativa di vita. Il Centro di medicina veterinaria della Food and Drug Administration ha commentato la notizia dicendo «Queste patologie che si riscontrano tra i cuccioli obesi sono molto simili a quelli che affliggono gli esseri umani soprappeso»

Il direttore della cattedra di Ricerca clinica della facoltà di veterinaria della University of Georgia Steve Budsberg sottolinea: «Veterinari e padroni possono fermare l’epidemia di obesità nei loro gatti e cani. Nessun animale apre da solo il frigo e si serve. Siamo noi che li facciamo diventare grassi». 

Ecco: anche i bambini piccoli non sono capaci di aprire il frigo e servirsi da soli…

Un albero con l’anima. Ecco cosa sono le costellazioni familiari

Genitori, fratelli, parenti più o meno lontani sono la tua famiglia, un albero con tanti rami che ha radici nel passato. Per Bert Hellinger, ideatore del metodo delle costellazioni familiari, esiste un’anima della famiglia, un insieme di forze invisibili che collega tutti i membri, anche quelli che non ci sono più. Secondo quest’esperto, se vuoi uscire da situazioni di sofferenza, devi far pace con gli antenati, ma anche imparare a trovare il tuo posto all’interno del nucleo familiare, dove tutti i membri hanno la stessa dignità.

Esercizio per te: Prova a compilare  il tuo albero genealogico disegnando per prima te stesso/a al centro, per poi aggiungere i tuoi genitori, i nonni e gli altri parenti. Rifletti sul rapporto con loro,  con i tuoi fratelli e sorelle, e i parenti acquisiti alla ricerca degli eventuali motivi di conflitto con loro.

***

Cosa succede nei seminari: Le costellazioni hanno molto in comune con le psicoterapie sistemiche, che cioè vedono il malessere psicologico di una persona come il risultato di relazioni difficili all’interno del “sistema” di una famiglia o di un gruppo sociale. Si svolgono attraverso dei seminari in cui si è seduti in cerchio con un’altra decina di persone, assieme al “costellatore” o accompagnatore, la guida del gruppo. Se sei tu a decidere di metter in scena il tuo problema ti siedi accanto a lui e racconti brevemente, senza dare nè interpretazioni nè giudizi, ciò che ti fa soffrire nella famiglia di origine o in quella attuale. Il costellatore, a questo punto, sceglie le persone che rappresentano i membri della tua famiglia ( per esempio tuo padre o tua madre, e in certi casi, anche te stesso) e li posiziona all’interno del cerchio. A quel punto ti siedi e assisti. Secondo questa teoria, gli sconosciuti sono effettivamente in grado di comportarsi come tuoi familiari, evidenziando le emozioni del gruppo sociale  e dando utili suggerimenti per conservare le regole dalle quali ogni famiglia è tenuta insieme. Hellinger ritiene inoltre che esista un campo morfogenetico, una forma di coscienza collettiva – come già sosteneva il grande analista Carl Gustav Jung – che conserva per intere generazioni le emozioni di un gruppo sociale e mantiene la connessione tra le persone anche dopo molti decenni.