Un milione di italiani non sa di avere il diabete: come verificarlo

La verifica del diabete

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il diabete rientra tra le tre patologie più difficili da individuare e gestire, insieme a tubercolosi e malaria. Si tratta di una malattia molto diffusa in Italia: nel nostro Paese si contano circa 3 milioni di persone diabetiche, ma un milione ancora non sa di esserlo e non effettua nessun tipo di prevenzione o diagnosi.

Quali sono i sintomi e come si verifica la presenza della malattia?

Un milione di italiani non sa di avere il diabete

Nel mondo si contano 328 milioni di pazienti malati di diabete di tipo 2, ma entro il 2035 aumenteranno del 55%. Questo dato è emerso durante il meeting “Prendersi cura del cittadino con patologie croniche, risultati e prospettive” che si è svolto a Genova qualche mese fa.

In Italia la situazione è altrettanto preoccupante, poiché circa 3 milioni di cittadini è affetto da diabete, di questi un terzo non è a conoscenza della propria malattia.

Il diabete, seppur diffuso e trattabile, viene ancora trascurato. Non esiste ancora la consapevolezza necessaria da parte dei cittadini, né metodi di prevenzione e campagne di sensibilizzazione, anzi ancora tante persone ammalate non si preoccupano della cura.

Il costo medio delle cure per ogni paziente diabetico in Italia è di circa 2.800 € ogni anno, questa cifra comprende il costo dei farmaci, le terapie contro ulteriori complicazioni e i ricoveri. Una prevenzione efficace e diffusa potrebbe tenere sotto controllo la spesa totale e ridurre il numero di malati nel nostro Paese.

Il diabete e il rischio sanitario nazionale

Gli italiani non si preoccupano abbastanza del diabete: lo conoscono ma non effettuano nessuna prevenzione e in alcun casi non si preoccupano di una cura adeguata.

Questo scenario è il frutto di una ricerca operata dal Dipartimento delle Ricerche sulla Salute, che ha individuato che la maggior parte dei diabetici in Italia è di sesso femminile e bassa scolarità.

Nella ricerca è emerso che le persone pensato di sapere tutto sul diabete, pensano che la patologia sia legata esclusivamente ad una cattiva alimentazione, assenza di attività fisica e genetica.

L’elemento che manca è la percezione del diabete come una malattia pericolosa per se stessi. La maggior parte degli italiani non si considera un soggetto a rischio e non si preoccupa di effettuare nessun accertamento in merito. Allo stesso tempo non si effettua nessuna o poca prevenzione e non si è disposti a modificare lo stile di vita per evitare l’insorgere della patologia.

È necessario trovare strumenti validi per promuovere efficacemente la prevenzione e per far si che le persone siano più consapevoli di tutti i rischi legati al diabete, per tale motivo è fondamentale mettere in atto campagne di sensibilizzazione che offrano informazioni sulla diagnosi, la cura, la gestione della malattia, le complicazioni.

Allo stesso tempo, è necessario proporre a tutti gli individui dei modelli di comportamento ma mettere in atto quotidianamente per migliorare la salute e prevenire la patologia.

Come si diagnostica il diabete?

Il diabete si differenza in diversi tipi: diabete mellito di tipo 1, di tipo 2 e diabete gestazionale. I sintomi della malattia dipendono da queste tipologie.

Il diabete di tipo 1 si manifesta con sintomi improvvisi e gravi in bambini e adulti, ecco i più comuni:

  • Uno stimolo continuo ad urinare (poliuria)
  • Febbre
  • Astenia (stanchezza)
  • Sete intensa e continua (Polidipsia)
  • Pelle secca
  • Carenza di difese immunitarie e infezioni

Il bisogno continuo di andare in bagno è uno dei sintmi più comuni ed è legato all’eccessivo zucchero nel sangue che costringe i reni ad eliminarlo attraverso le urine. Con l’eliminazione di liquidi aumenta anche il bisogno di reintegrarli quindi si ha sempre più voglia di bere.

In questi casi, se non avviene un ricambio continuo di liquidi possono insorgere altri problemi come disidratazione, gola e pelle secca, stipsi, stanchezza, vertigini, offuscamento della vista.

In un individuo sano i zuccheri vengono assorbiti e trasportati nelle cellule grazie all’insulina, ma con il diabete questo ormone non è prodotto in misure adeguate o funziona male, perciò non è in grado di trasportare normalmente lo zucchero.

Il diabete di tipo 2 contrariamente al primo è più difficile da diagnosticare perché non presenta subito sintomi evidenti ma si può diagnosticare solo con le analisi del sangue. In questo caso, per determinare l’insorgenza del diabete è necessario controllare i valori della glicemia, ovvero quanto zucchero è presente nel sangue. Se i valori sono uguali o maggiori a 200 mg/dl è necessario fare analisi più approfondite perché probabilmente c’è il diabete o comunque si è ad alto rischio.

L’esame può essere fatto in ospedale, in farmacia o a casa attraverso un’apposita strumentazione come il misuratore di glicemia.

Un altro esame, che si effettua soprattutto per diagnosticare il diabete gestazionale è la curva da carico. Per effettuare quest’analisi bisogna bere 75 gr di glucosio sciolti in un bicchiere d’acqua. Anche in questo se la glicemia è maggiore di 200 si ha il diabete.

Recentemente, è stato introdotto un altro esame: il calcolo dell’ emoglobina glicosilata (HbA1c).

L’emoglobina è un elemento presente dentro i globuli rossi, serve per trasportare l’ossigeno. I globuli rossi nel sangue vengono prodotti dal midollo e vivono per 120 giorni, cioè 4 mesi.

Il glucosio si lega all’emoglobina con la glicosilazione, l’emoglobina diventa glicosilata o glicata. Questo legame è duraturo, non si rompe né con le diete, né con lo sporto o con i farmaci ma perdura per tutta la vita del globulo rosso.

Nei diabetici la quantità di glucosio che si lega all’emoglobina è più alta, quindi questo influisce anche sul valore dell’emoglobina glicosata. L’esame dell’emoglobina glicosata comunica il valore della glicemia negli ultimi 4 mesi.

Avere il risultato medio della glicemia per un così lungo periodo di tempo permette di valutare il compenso metabolico nell’arco di tempo.

Diabete: App per tenere sotto controllo la glicemia

Abbiamo già parlato dell’importanza delle app per i diabetici. Oggi ti vogliamo consigliare due nuove applicazioni per mobile da scaricare sul tuo smartphone o tablet:

Diabete – Diario Glucosio: memorizza i dati relativi al glucosio dividendoli per data, visualizza grafici interattivi, che possono anche essere inviati al tuo medico.

Diabete – Assistente: permette di gestire e controllare la misurazione giornaliera della glicemia dopo i pasti.

Concludiamo con una raccomandazione: non pensare di essere al riparo dal diabete, effettua tutte le analisi e tieni sotto controllo la tua salute!