Periodo fertile: quando il calcolo ti aiuta

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Il periodo fertile di una donna è quell’intervallo di tempo che precede l’ovulazione in cui ci sono buone probabilità di concepimento. Per il calcolo del periodo fertile non influisce l’età di una donna anche se la probabilità di avere un figlio diminuisce con l’avanzare dell’età. E’ quindi fondamentale capire quali siano i giorni giusti. Ma come individuarli?

Ci sono molti studi che avvalorano la definizione del periodo feritle. Secondo uno studio condotto nel 1995 e che ha coinvolto 221 donne “Timing of Sexual Intercourse in Relation to Ovulation” è stato accertato che è molto probabile rimanere incinta se si hanno rapporti sino a due giorni prima dell’ovulazione. Un’altra ricerca “Changes with age in the level and duration of fertility in the menstrual cycle” invece ha studiato le abitudini sessuali di 770 coppie e il risultato è stato il medesimo. In un altro studio “Day-specific probabilities of clinical pregnancy based on two studies with imperfect measures of ovulation” i ricercatori hanno incrociato i dati di chi utilizzava il controllo della temperatura basale e di chi si serviva dei test di ovulazione. Anche in questo caso, i giorni fertili erano i due che precedevano l’ovulazione.

Metodi di controllo del periodo fertile: quali sono?

Metodo Ogino-Knaus

Il metodo di Ogino-Knaus è stato scoperto nel 1924 ed è diventato un metodo contraccettivo a tutti gli effetti solo nel 1928. Per calcolare il periodo fertile con questo metodo occorre osservare attentamente il ciclo, ma si tratta di dati statistici, pertanto risulta spesso inefficace ed è stato superato da altri metodi.

Il ciclo viene suddiviso in due periodi: fecondo e sterile. Si parte da tre punti fondamentali: l’ovulazione avviene dopo 14 giorni circa dalle mestruazioni, un ovulo sopravvive nell’utero per 24 ore, gli spermatozoi sopravvivono 72 ore.

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Se consideriamo che un ciclo dura 28 giorni, si dovrebbe avere l’ovulazione nell’intervallo che va dal dodicesimo al sedicesimo giorno del ciclo, mentre il periodo fertile dovrebbe essere compreso tra il decimo e il diciottesimo giorno. Però, come ben sappiamo, i cicli non sono tutti regolari, quindi anche il periodo fertile non è prevedibile. Questo metodo piace ai cattolici, ed è stato ufficializzato dalla Chiesa negli anni ’50.

Misurazione della temperatura basale

La misurazione della temperatura basale deve essere effettuata al risveglio, quando l’organismo non è ancora stato coinvolto in alcuna attività. Il progesterone fa alzare la temperatura di circa 0,2 -0,5 gradi dopo l’ovulazione. La temperatura si abbassa quando, con l’inizio del ciclo mestruale, cala la quantità di progesterone e il corpo luteo degenera. Se il livello di progesterone non cala potrebbe esserci in corso una gravidanza.

Prima di misurare la temperatura basale bisogna aver dormito almeno 3 ore, può essere misurata sia a livello vaginale che rettale. E’ importante utilizzare sempre lo stesso metodo e lo stesso termometro. Esistono termometri specifici in commercio ma può essere utilizzato anche uno digitale.

Purtroppo questo metodo non è molto affidabile perché la temperatura basale può essere influenzata da molti fattori, tra cui aver semplicemente dormito poco e male. Comunque la temperatura può essere la spia d’allarme per qualche altro tipo di squilibrio. Se durante la fase follicolare la temperatura è inferiore ai 36 gradi, si potrebbe trattare di ipotiroidismo, al contrario di ipertiroidismo. Una temperatura costante indica l’assenza dell’ovulazione, e questo accade dopo aver sospeso la pillola anticoncezionale.

Metodo del muco cervicale o (Metodo Billings)

Durante i 28 giorni del ciclo il muco cervicale subisce dei cambiamenti, e attraverso il loro studio si può stabilire quando c’è l’ovulazione. Questo metodo è chiamato anche metodo Billings. In genere il periodo è fertile quando il muco è chiaro e di consistenza simile all’albume (crudo).

Come si effettua questa misurazione? Innanzitutto prima di prelevare il campione di muco è necessario detergere le mani per evitare la trasmissione di germi, poi si può raccogliere con un pezzetto di carta igienica o con un cotton-fioc e verificarne la consistenza (fluida o elastica). L’operazione deve essere ripetuta almeno per tre cicli consecutivi ed è opportuno farlo al mattino dopo aver misurato la temperatura basale. In questo modo si analizzeranno tutte le modifiche del muco cervicale per determinare i giorni fertili.

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I giorni che seguono il ciclo mestruale non si hanno perdite di muco, infatti a livello vaginale si avverte secchezza. Le prime perdite di solito sono bianche e piuttosto simili alla crema, inoltre il muco si rompe e questo indica che c’è qualche remota probabilità di gravidanza. Man mano che ci si avvicina all’ovulazione il muco diventa sempre più elastico. Il calcolo del periodo fertile attraverso questo metodo è efficace in assenza di patologie come infezioni vaginali o piaghette al collo dell’utero. In questi casi la consistenza del muco è differente.

Metodo della posizione della cervice

Combinando le osservazioni rilevate con il metodo della temperatura basale e del muco cervicale, i dati necessari al calcolo del periodo fertile potrebbero ancora essere troppo scarsi e proprio per questo può essere ancora più utile valutare la posizione della cervice.

Non è un metodo comodo, ecco perché spesso viene sottovalutato. Inoltre potrebbe comportare il rischio di infezioni se non si lavano le mani accuratamente. La cervice è il punto esatto in cui utero e vagina si uniscono. Nei giorni fertili la mucosa della cervice è morbida e si trova in una posizione più alta per permettere il flusso degli spermatozoi, mentre negli altri giorni la consistenza è più dura e bassa per impedire ai batteri di entrare all’interno della vagina e di causare infezioni.

La posizione migliore per valutare la posizione della cervice è con le gambe piegate, la schiena diritta e leggermente accovacciata. Può essere utile chiedere al ginecologo o ad un’ostetrica quale tecnica utilizzare per effettuare questo metodo.

Test di ovulazione

Se non riesce a controllare la temperatura basale e ad analizzare il muco cervicale, è possibile calcolare il periodo fertile con il test di ovulazione. Ne esistono di due tipi:

  1. Test di ovulazione LH: individuano il picco dell’ormone LH che permette il rilascio della cellula uovo. L’ovulazione inizia circa 36 ore dopo la crescita dell’ormone LH e dopo 17 ore si registra il picco dell’ormone. I test LH in commercio sono molto economici ed effettuandoli due volte al giorno si può calcolare con maggiore esattezza l’ora giusta per avere un rapporto.
  2. Test di ovulazione LH ed estradiolo: analizzano l’ormone LH e l’estradiolo e sono i più conosciuti. In commercio ce ne sono di diversi tipi. I più diffusi sono quelli  Persona e quelli Clearblue.
    • Gli stick Persona presentano due linee, a destra quella dell’LH e a sinistra quella dell’estradiolo. Con l’avvicinarsi dell’ovulazione la linea destra diventa molto evidente.
    • I test Clearblue, invece, utilizzano le faccine per avvisare dell’arrivo del periodo fertile. Man mano che gli ormoni aumentano nel sangue si produce muco cervicale che aiuta gli spermatozoi a raggiungere le tube e fecondare la cellula uovo.

Infine vi parliamo di un altro metodo, che non serve a calcolare il periodo fertile, ma vi sarà utile per provare a determinare se il sesso del vostro bambino sarà maschile oppure femminile.

Forse non tutti hanno sentito parlare del metodo di Shettles che è stato sviluppato intorno agli anni ’60. I suoi sostenitori sono convinti che abbia un’efficacia tra il 75 e il 90%.

Come tutti sappiamo XX indica il sesso femminile, XY quello maschile. Il sesso è stabilito dal padre, in quanto gli spermatozoi possono contenere il cromosoma X o Y (la madre solo X). Secondo Shettles, gli spermatozoi con cromosoma Y sono più veloci e meno resistenti nel tempo, rispetto a quelli X. Sono diverse le condizioni che possono influenzare la “vincita” dei cromosoni X o Y: un ambiente con PH acido danneggia gli spermatozoi Y, i giorni in cui si sceglie di avere dei rapporti (dai 5 ai 3 giorni prima dell’ovulazione c’è più probabilità che nasca una bella femminuccia, mentre in prossimità dell’ovulazione gli spermatozoi Y raggiungono prima l’ovulo e quindi il sesso potrebbe essere maschile).

Tentar non nuoce, visto che la percentuale di efficacia è abbastanza alta.

Farsi aiutare dalle applicazioni per il calcolo del periodo fertile.

Chi è già approdata nel futuro e ha un telefono di ultima generazione, per il calcolo del periodo fertile, può avvalersi di un aiuto digitale.

Le app disponibili su Android e Iphone sono diverse. Ve ne presentiamo alcune:

  • Calendario mestruale: è molto semplice da utilizzare e con un design davvero simpatico. Permette di tenere tutto sotto controllo, sia l’ovulazione sia altri dati come stato d’animo, peso, temperatura, e tanti fattori utili a chi programma di avere un figlio o vuole un metodo contraccettivo “naturale”. Disponibile solo per Android.

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  • Pink Pad: applicazione disponibile per Android e per Iphone che ti aiuta per il calcolo dei giorni fertili e ha anche altre caratteristiche: tracking del ciclo, promemoria, diagrammi di fertilità etc.

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  • Calendario WomanLog: applicazione per Android e Iphone che è un calendario della fertilità e del ciclo che permette anche di memorizzare gli andamenti degli ultimi 3 mesi e di tenere traccia di peso, sintomi e stati d’animo.

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In questo articolo abbiamo cercato di fornirvi tutte le informazioni utili per il calcolo del periodo fertile e anche qualche consiglio per stabilire il sesso del nascituro, però oltre a compilare fogli con dati e statistiche ricordate che anche lo stress influisce negativamente sulle probabilità di concepimento e con tutti questi grafici potrebbe aumentare.

Il calcolo del periodo fertile può sicuramente aiutare tutte le donne che cercano di rimanere incinta, ma è sempre opportuno consultare il proprio ginecologo perché potrebbe essere necessaria una terapia specifica.