Sclerosi Multipla: i farmaci per colpire le cellule cattive

AISM

La Sclerosi Multipla – abbreviato SM – è una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale e, in particolare, la mielina. Cos’è? E’ il rivestimento della maggior parte delle fibre nervose del corpo umano che ha la funzione di trasmettere ad alta velocità gli impulsi nervosi alle altre cellule del corpo.

La sclerosi multipla si caratterizza appunto per l’andamento demielinizzante, cioè per la formazione di piccoli focolai – detti placche – che vanno ad attaccare o distruggere la mielina in diverse parti del sistema nervoso – da qui l’aggettivo “multipla“. Alla lunga, questo attacco alla mielina può portare a un notevole rallentamento o addirittura a un blocco totale della trasmissione dell’impulso nervoso, ovvero la disabilità.

Ad oggi, non esiste ancora una cura definitiva per questa malattia, ma solo trattamenti medici che ne rallentano il decorso o l’insorgere di nuovi attacchi. C’è però una notizia incoraggiante: la scienza e gli studi vanno avanti nella ricerca e le scoperte di nuovi farmaci sempre più efficaci sono frequenti. Pertanto, ricorda: un paziente consapevole e ottimista è sempre un aiuto in più per la scienza!

I sintomi e le cause della Sclerosi Multipla

La SM può esordire in diversi modi, tutti variabili da una persona all’altra.
I più comuni sono:

  • fatica, in gergo medico “astenia”, soprattutto agli arti inferiori, intesa come mancanza di forze e difficoltà a sostenere le normali attività giornaliere;
  • disturbi visivi come la “diplopia”, cioè la visione doppia in orizzontale o in verticale di un oggetto, in un occhio o in entrambi gli occhi;
  • disturbi sfinterici, cioè nell’urinare o defecare;
  • disturbi sessuali, come il calo del desiderio;
  • disturbi sensitivi (cioè della sensibilità) come la “parestesia” ovvero la persistente sensazione di formicolio, oppure intorpidimento degli arti (braccia o gambe);
  • disturbi motori, come la mancanza di equilibrio e coordinazione nei movimenti;
  • disturbi cognitivi, come la difficoltà nell’attenzione e concentrazione, quindi nella possibilità di eseguire ragionamenti più o meno complessi.

Sintomi dellasclerosi multipla

Il neurologo esaminerà questi sintomi, farà condurre gli appositi esami ed eventualmente diagnosticherà un esordio di SM. Un esame “chiave” nel caso della SM è la risonanza magnetica.

È importante sapere anche che possono essere diverse anche le tipologie di SM, a seconda del tipo e della frequenza dei sintomi. Ad esempio, una prima distinzione fra i vari tipi di SM è:

  1. SM benigna: in cui si manifestano poche occasioni sintomatiche, non c’è peggioramento nel tempo, anzi i sintomi infine scompaiono senza alcuna traccia di disabilità. La si può diagnosticare però solo dopo almeno 15 anni dalla comparsa dei sintomi e rappresenta, in genere, il 20% dei casi;
  2. SM recidivante-remittente: è quella più frequente e in cui si alternano periodi di malattia e sintomi (le cosiddette “ricadute”) a periodi di assenza di sintomi e quindi di benessere (appunto, le “remissioni”);
  3. SM progressiva: a sua volta secondariamente o primariamente progressiva, ed entrambi i casi indicano l’avanzamento progressivo nel tempo (generalmente a distanza di 10 anni) della malattia, magari inizialmente diagnosticata come recidivante-remittente.

Se ci si interroga invece sul perché colpisce la SM e chi colpisce in particolar modo, la risposta sarà che non esiste una spiegazione certa, ma solo ipotesi tuttora in corso di studio.
Ad esempio, per quanto riguarda la diffusione geografica della malattia a livello mondiale, sembra che questa colpisca soprattutto nelle regioni più a nord e più industrializzate di ogni emisfero, mentre le regioni più a sud mostrano una percentuale più bassa. Certo, consultando la cartina sotto fornita si può osservare che in un continente come l’Oceania, che si trova a sud dell’emisfero australe, questa regola non vale, cioè si ritrovano gli stessi alti valori di diffusione della sclerosi che si hanno in un Paese a nord dell’emisfero opposto, come gli USA o il Nord Europa. Forse perché l’Australia, soprattutto nella sua parte sud-orientale, e anche la Nuova Zelanda, sono le aree più industrializzate, popolate e ad alto tasso di immigrazione, proprio come gli altri due Paesi citati prima.

Se da un lato si avvalora la tesi secondo cui il fattore primario dello scatenarsi della malattia sia una predisposizione genetica, da intendersi non come un qualcosa che si trasmette da genitore in figlio, ma come uno specifico DNA personale, dall’altro lato sembra più convincente l’ipotesi che oltre alla predisposizione genetica, vi siano anche fattori infettivi (quali virus, batteri, vaccini) e fattori ambientali che interferiscono con la prima giocando il ruolo definitivo per l’esordio della SM. Sono tutte ipotesi ancora in fase di studio.
Un’altra statistica abbastanza diffusa è invece quella secondo cui la SM colpisce più le donne che gli uomini, con un rapporto di 2/1 (in alcuni Paesi anche 3/1) per le donne.
La fascia di età più spesso colpita è quella fra i 25 e i 44 anni, ma non mancano episodi di malattia già in età infantile-adolescenziale oppure in età matura oltre i 45 anni.
C’è infine una cosa importante da sapere e che stavolta non è un’ipotesi ma è una certezza: la sclerosi multipla non è una malattia infettiva, non si trasmette cioè con il contagio da una persona all’altra, e quindi non devi “discriminare” o allontanare chi ne è affetto!

Le attuali terapie contro la Sclerosi Multipla

Pur non essendoci ancora una cura definitiva per la SM, esistono comunque diversi percorsi terapeutici per cercare di limitare e ritardare i danni alla mielina, che viene danneggiata e per evitare il più possibile l’insorgenza di nuove ricadute.

Queste terapie hanno il principale scopo di assicurare, per quanto possibile, una buona qualità della vita al paziente. Come per qualsiasi malattia, anche e soprattutto per la SM è importantissimo agire il prima possibile con gli esami di controllo necessari ed eventualmente, dopo la diagnosi, iniziare il percorso terapeutico specifico per il tipo di SM presente e le altre condizioni generali del paziente.

Associati alla SM sono spesso i nomi di interferone, copolimero, corticosteroidi, immunosoppressori-chemioterapici… sono alcuni dei farmaci in uso contro questa malattia, soprattutto nel lungo periodo, poiché aiutano a diminuire l’impatto dell’aggressione, la ricomparsa di ricadute e l’allontanamento finché possibile della comparsa di disabilità. Si tratta di terapie che generalmente si assumono per via iniettabile, da eseguirsi una o più volte a settimana a seconda del quadro clinico.

Anche la terapia riabilitativa e la psicoterapia sono cure sussidiarie per la lotta alla SM.
La riabilitazione fisica, ad esempio, è spesso necessaria all’inizio della malattia o dopo una ricaduta, quando si manifestano quei sintomi fisici-deambulatori che necessitano di essere riportati in situazione di equilibrio, se possibile.
Anche la psicoterapia si rivela molto importante perché anche se è evidente che ogni paziente vivrà a modo suo la “convivenza” con la malattia, tutti hanno il diritto a poter contare su un adeguato supporto psicologico che li aiuti a vivere meglio.

La vice presidente dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla di Milano ci racconta così i principali sintomi e le terapie per la SM:

La ricerca continua sulla Sclerosi Multipla

Come dicevamo all’inizio, la notizia positiva riguardo alla SM è il fatto che gli studi su nuove cure sempre più efficaci continuano e le ricerche incoraggianti non sono finite.
Per esempio, è notizia di questi giorni (settembre 2014) che nell’ambito del Congresso mondiale sulla Sclerosi Multipla che si sta svolgendo a Boston sono già stati numerosi gli incontri incentrati sul confronto fra i nuovi approcci terapeutici proposti dai vari gruppi di studiosi.

Il minimo comune denominatore fra almeno due di questi studi si sta rivelando quello di focalizzarsi sulle sole cellule malate, ovvero i linfociti th17 che sono i diretti imputati dell’attacco al sistema nervoso, e di agire su di essi bloccandoli, cioè “addomesticandoli” a terminare la loro aggressione.

I due studi in questione che vengono al momento discussi al Congresso e che mettono in pratica questo approccio sono:

  1. un primo studio condotto da ricercatori polacchi, il quale prevede l’utilizzo di cerotti cutanei che contengono delle speciali proteine che vanno a svolgere proprio questa funzione di “regolazione” delle cellule immunitarie malate;
  2. un secondo studio seguito invece da ricercatori dell’Università di Zurigo, si è svolto con l’uso di talune sostanze peptidi da iniettare nel corpo con siringhe e che sono anch’esse capaci di riconoscere e attaccare solo le cellule responsabili dell’aggressione.

Da sottolineare che questi esperimenti sono già stati testati su persone colpite da sclerosi multipla. Lo stesso Giancarlo Comi, professore all’ospedale San Raffaele di Milano, ha commentato con ottimismo questi nuovi approcci di ricerca, definendoli come una “interessante” e “promettente” nuova traiettoria di studio per le prossime terapie contro la SM.

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Saperne di più sulla Sclerosi Multipla

  • AISM: Associazione Italiana Sclerosi Multipla
    Il sito è molto completo, ricco di informazioni e di approfondimenti sulla malattia. Ci si può confrontare con le storie di altre persone affette da SM e collegarsi alle varie piattaforme social quali Facebook, Twitter, Pinterest nonché YouTube, dove sono presenti decine di video sulla materia.
  • Giovani Oltre la SM
    Un gruppo di giovani ragazzi affetti da SM che parlano, si confrontano, si sfogano e si aiutano a vicenda ad affrontare questa malattia.

La foto di copertina è stata scattata durante la Settimana Nazionale della SM 2011 e la trovate qui, insieme a tante altre