Un albero con l’anima. Ecco cosa sono le costellazioni familiari

Genitori, fratelli, parenti più o meno lontani sono la tua famiglia, un albero con tanti rami che ha radici nel passato. Per Bert Hellinger, ideatore del metodo delle costellazioni familiari, esiste un’anima della famiglia, un insieme di forze invisibili che collega tutti i membri, anche quelli che non ci sono più. Secondo quest’esperto, se vuoi uscire da situazioni di sofferenza, devi far pace con gli antenati, ma anche imparare a trovare il tuo posto all’interno del nucleo familiare, dove tutti i membri hanno la stessa dignità.

Esercizio per te: Prova a compilare  il tuo albero genealogico disegnando per prima te stesso/a al centro, per poi aggiungere i tuoi genitori, i nonni e gli altri parenti. Rifletti sul rapporto con loro,  con i tuoi fratelli e sorelle, e i parenti acquisiti alla ricerca degli eventuali motivi di conflitto con loro.

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Cosa succede nei seminari: Le costellazioni hanno molto in comune con le psicoterapie sistemiche, che cioè vedono il malessere psicologico di una persona come il risultato di relazioni difficili all’interno del “sistema” di una famiglia o di un gruppo sociale. Si svolgono attraverso dei seminari in cui si è seduti in cerchio con un’altra decina di persone, assieme al “costellatore” o accompagnatore, la guida del gruppo. Se sei tu a decidere di metter in scena il tuo problema ti siedi accanto a lui e racconti brevemente, senza dare nè interpretazioni nè giudizi, ciò che ti fa soffrire nella famiglia di origine o in quella attuale. Il costellatore, a questo punto, sceglie le persone che rappresentano i membri della tua famiglia ( per esempio tuo padre o tua madre, e in certi casi, anche te stesso) e li posiziona all’interno del cerchio. A quel punto ti siedi e assisti. Secondo questa teoria, gli sconosciuti sono effettivamente in grado di comportarsi come tuoi familiari, evidenziando le emozioni del gruppo sociale  e dando utili suggerimenti per conservare le regole dalle quali ogni famiglia è tenuta insieme. Hellinger ritiene inoltre che esista un campo morfogenetico, una forma di coscienza collettiva – come già sosteneva il grande analista Carl Gustav Jung – che conserva per intere generazioni le emozioni di un gruppo sociale e mantiene la connessione tra le persone anche dopo molti decenni.

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